Storia del Legno

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IL LEGNO, MATERIALE NOBILE E RINNOVABILE

Il Legno, fin da epoca preistorica, per le sue particolari caratteristiche, è stato uno dei primi materiali utilizzati dall’uomo, a qualsiasi popolazione appartenesse, avendo un ruolo di primo piano nello sviluppo della civiltà umana.

Fin dall’antichità l’uomo ha utilizzato il Legno come materiale grezzo nell’ebanisteria, nella falegnameria, nell’edilizia, nella realizzazione di oggetti di uso domestico, di carattere ornamentale, nel gioco, come isolamento termico ed acustico, come materia prima nella produzione della carta ed è anche il primo combustibile utilizzato dall’uomo per generare calore fin dalla scoperta del fuoco. Il Legno è un materiale consistente che si trova sotto la corteccia dei rami e dei tronchi degli alberi: è formato da un tessuto fibroso costituito da cellule di forma allungata, e contiene cellulosa, tannino, lignina, cere e resine. Inoltre il Legno è un materiale rinnovabile; biodegradabile e facilmente smaltibile; ha un elevato potere coibentante e ha buone caratteristiche meccaniche.

Le principali caratteristiche del Legno sono le seguenti :

  • Rigidità. Il Legno è un materiale rigido, leggero ed elastico, resistente alla flessione. La durezza del Legno varia a seconda del rapporto tra la lignina e la cellulosa.
  • Lavorabilità. Il Legno è un materiale da costruzione molto versatile, facilmente lavorabile, con facilità di riparazione, sostituzione, e consente di realizzare strutture in grado di sostenere carichi e sollecitazioni anche elevate.

Il Legno è classificato tra le risorse naturali rinnovabili e può essere utilizzato sia come combustibile per generare calore ( Legna, ottenuta prevalentemente dalle radici e dai rami degli alberi ), sia come materiale di costruzione o di lavorazione dei prodotti ( Legname, ottenuto prevalentemente dal fusto degli alberi ).

legno rinnovabile

IL LEGNO MATERIA PRIMA RINNOVABILE

La conservazione del patrimonio forestale della Terra
è un problema che deve riguardare tutti i Paesi del mondo.
In passato si tagliavano gli alberi e si lasciava che il bosco ricrescesse naturalmente.
Oggi le aziende forestali proprietarie dei boschi coltivano gli alberi come il contadino coltiva il grano.
Secondo una rotazione stabilita, tagliano il bosco a settori piantando poi nuovi alberi sulle zone tagliate ( rimboschimento ).
Si aspettano più o meno una cinquantina d’anni affinché il bosco ricresca.
Nel mondo si producono grandi quantità di Legnami, impiantando annualmente miliardi di alberi.

LA STRUTTURA DELL’ALBERO

radici
LE RADICI

Sono formate da tubicini che ramificandosi diventano sempre più sottili e si spingono nel terreno per ancorare la pianta al suolo e sostenerla. Inoltre dal suolo prelevano l’acqua e i nutrienti sali minerali (linfa grezza) ed accumula le sostanze di riserva di cui la pianta ha bisogno. Possono raggiungere anche metri e metri di lunghezza.

IL TRONCO

E’ la struttura portante della pianta e ha le funzioni di sostenere la chioma, di condurre la linfa grezza dalle radici alle foglie e viceversa (linfa elaborata ), ed è una riserva di succhi per il periodo di ripresa vegetativa. Nel tronco si possono distinguere sei diverse zone, a forma di anelli che, dall’esterno verso l’interno, sono: midollo, durame, alburno, cambio, libro, corteccia.

LA CHIOMA

La sua forma è legata al tipo di ramificazione della specie e può essere allungata e caratterizzata da un fusto unico, oppure tondeggiante caratterizzata da una biforcazione da cui si dirama un ramo principale più grande degli altri. La chioma è costituita da rami e da foglie. Sono generalmente di colore verde per la presenza di clorofilla.

I TIPI DI PIANTE

radici
LE PALME

A questa famiglia appartengono le piante prive di rami e che portano le foglie direttamente innestate al fusto che risulta di forma cilindrica. Il corpo legnoso di questi alberi è costituito da fibre che si sviluppano con più compattezza nelle zone esterne dell’albero e con l’accrescimento che avviene nella zona centrale del tronco dove esiste una cavità tubolare che la pianta conserva anche durante la crescita.

LE LATIFOGLIE

Il fusto di queste piante assume una forma pressoché conica più o meno rastremata ed a una certa altezza si divide in rami che portano le foglie, le quali cadono ogni anno ( fa eccezione il leccio ) assumendo anche il nome di alberi caducifoglie. Il termine Latifoglia significa “a foglia larga” e sono alberi che vivono in pianura, in collina e in bassa montagna, dove il clima è temperato.

LE CONIFERE

Si differenziano dalle Latifoglie per la presenza nel tronco di canali resiniferi, per una struttura poco diversificata, maggiore snellezza, regolarità dei fusti e per la presenza dei nodi. Il termine Conifera significa “che porta i coni”, cioè le pigne e sono alberi che vivono in alta montagna dove d’inverno è molto freddo. Queste piante sono dette anche aghifoglie perché hanno foglie sottili e appuntite come aghi.

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